Rassegna Stampa

Video "Ricordi di Vita"

In occasione delle festività Ognissanti è stato realizzato, grazie alla partecipazione di Don Gianni, il video "Ricordi di Vita": per guardare il cimitero come luogo in cui si riflette l'immagine e la memoria storica della...

Archivio monumenti progetto ricordi di vita

Nel suo primo triennio di operatività la società Arezzo Multiservizi s.,r.l., ha incentrato la sua attenzione sulla progettazione e realizzazione di interventi tesi a risanare, ristrutturare, ampliare i cimiteri per renderli maggiormente fruibili e migliorarne l'immagine ed il decoro. Il Cimitero può, tuttavia essere visto anche come uno straordinario museo all'aperto che registra attraverso le sepolture gli eventi storici della sua città, i protagonisti e più semplicemente il variare dell'arte e delle forme estetiche. Rappresenta un occasione unica di conoscenza di botteghe artigiane di artisti quasi sempre legati alla storia del territorio, un luogo di identità collettiva che permette di fissare nella memoria le testimonianze della propria storia, della propria cultura e della propria identità. Su questo presupposto nasce il progetto ' Ricordi di vita':per guardare il cimitero come luogo in cui si riflette l'immagine e la memoria storica della Città; per evidenziarne la valenza di beni culturali, espressione nei tempi della vita sociale e dei costumi della Città; per conservare, attraverso la schedature e la creazione di un archivio virtuale, la memoria dei monumenti oltre il periodo di durata delle singole concessioni cimiteriali. Il progetto parte dal Cimitero Monumentale della Fraternita dei Laici e vede la schedatura di una prima campionatura di 220 monumenti e l'elaborazione di un prototipo di scheda da utilizzare anche in una successiva analisi di altri monumenti dello stesso cimitero urbano e degli altri siti cimiteriali del Comune di Arezzo. Sono stati presi in esame oltre a monumenti di oggettiva valenza artistica, anche monumenti che riportano epigrafi o fotografie o arredi particolari, o monumenti che appartengono a personaggi rappresentativi per la vita della Città proprio nell'intento di documentare il patrimonio culturale racchiuso all'interno del cimitero. Il progetto è stato affidato ad un comitato scientifico, la schedatura dei monumenti è stata eseguita da due giovani laureati in conservazione beni culturali , Enrico Carboni e Sara Materazzi . Consulta l'archivio monumento progetto ricordi di vita >>

Guarda il video "Ricordi di Vita"


Alessandro del Vita – Conforta Chianucci

Area
Calvario
Localizzazione
Blocco: CALV (Calvario) Posto: 68/00.1 fila 1
Tipologia
Loculo
Datazione
1961 ca.
Materiali
Marmo, metallo
Descrizione
Il loculo realizzato in marmo bianco è di forma rettangolare con la lastra di fondo inclinata e rientrante nel lato sinistro in modo da seguire il movimento circolare del calvario. La lastra di fondo ospita le iscrizioni commemorative con i dati anagrafici e cronologici dei coniugi defunti, incise per Alessandro e composte da lettere metalliche per Conforta. Il lumino elettrico, posto alla base del loculo, risulta mancante della copertura in vetro
Committenza
Famiglia Del Vita (?)
Arredi: descrizioni
Vaso (mancante della parte in vetro)
Arredi: misure
Lumino (10x8)
Fruizione: dati anagrafici
Alessandro del Vita – Conforta Chianucci
Fruizione: dati cronologici
Alessandro N: 15/01/1885 M: 26/06/1961 - Conforta N: 16/03/1896 M: 18/03/1988
Iscrizioni
Conforta Chianucci/ 16 3 1896 18 3 1988/ Alessandro Del Vita/ “Aretino”/ “XV-I-MDCCCLXXXV” “XXVIII-VI-MCMLXI”
Oggetti mobili
Vaso con fiore in stoffa
Dimensioni
75x60
Osservazioni
Conforta Chianucci, ricordata nell’epigrafe del loculo non risulta inserita nel database on-line di Arezzo Multiservizi e non è possibile stabilirne la collocazione della salma. Alessandro Del Vita, storico dell’arte, ha ricoperto, soprattutto in epoca fascista, varie cariche, svolgendo un’intensa attività scientifica in campi molto diversi, dall’archeologia all’arte contemporanea. Autore di numerose pubblicazioni, oltre che socio dell’Accademia Petrarca di Arezzo, è stato direttore del Museo di Casa Vasari, divenuto tale dopo la vendita dell’edificio allo Stato nel 1911, in occasione del quarto centenario della nascita del grande aretino. (tratto dal sito della “Società storica aretina”)


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